Cultura di prossimità. Il contesto e la specificità del cambiamento = Proximity culture: context and the specificities of change
Cultura di prossimità. Il contesto e la specificità del cambiamento = Proximity culture: context and the specificities of change
Proximity culture: context and the specificities of change
- [288] p.
Questo numero di Economia della Cultura si pubblica in una fase storica in cui il cambiamento trasforma le coordinate del nostro mondo, non solo in Italia, agendo proprio sui modi e i luoghi della trasmissione del sapere e dell’informazione. Di più, la pervasività della dimensione digitale, anche con riferimento all’Intelligenza artificiale generativa, sta modificando nel profondo le modalità di apprendimento e i processi di costruzione delle competenze. Di fronte ad un capovolgimento così esteso e veloce, è plausibile che le consolidate modalità della mediazione culturale (saperi, linguaggi, professioni e istituzioni) si dimostrino spesso inefficaci nel perseguimento dei fini che la società storicamente attribuisce loro: la «memoria del sapere». Si tratta dunque di uscire da un approccio generico al cambiamento per provare a cogliere, con il contributo degli autori, la dimensione teorica ed esperienziale della cultura di prossimità, che si propone di ridurre la distanza di larghe componenti della collettività locale dal patrimonio culturale e creativo (nelle sue espressioni materiali e immateriali) coinvolgendole nella dimensione creativa e progettuale. Gli esiti delle più recenti indagini condotte da autorevoli istituti e centri di ricerca confermano infatti, con tutta evidenza, che denatalità, costante invecchiamento della popolazione e gravi diseguaglianze s’intrecciano con la crescente povertà educativa fra le tante periferie urbane e esistenziali. Allargando lo sguardo ci si rende ben conto che tutto questo esteso complesso di privazioni culturali acquisisce progressivamente un carattere globale, determinando i caratteri dello sviluppo (o del declino?) di un intero Paese. (Font: Introducció)
9788815427700
Questo numero di Economia della Cultura si pubblica in una fase storica in cui il cambiamento trasforma le coordinate del nostro mondo, non solo in Italia, agendo proprio sui modi e i luoghi della trasmissione del sapere e dell’informazione. Di più, la pervasività della dimensione digitale, anche con riferimento all’Intelligenza artificiale generativa, sta modificando nel profondo le modalità di apprendimento e i processi di costruzione delle competenze. Di fronte ad un capovolgimento così esteso e veloce, è plausibile che le consolidate modalità della mediazione culturale (saperi, linguaggi, professioni e istituzioni) si dimostrino spesso inefficaci nel perseguimento dei fini che la società storicamente attribuisce loro: la «memoria del sapere». Si tratta dunque di uscire da un approccio generico al cambiamento per provare a cogliere, con il contributo degli autori, la dimensione teorica ed esperienziale della cultura di prossimità, che si propone di ridurre la distanza di larghe componenti della collettività locale dal patrimonio culturale e creativo (nelle sue espressioni materiali e immateriali) coinvolgendole nella dimensione creativa e progettuale. Gli esiti delle più recenti indagini condotte da autorevoli istituti e centri di ricerca confermano infatti, con tutta evidenza, che denatalità, costante invecchiamento della popolazione e gravi diseguaglianze s’intrecciano con la crescente povertà educativa fra le tante periferie urbane e esistenziali. Allargando lo sguardo ci si rende ben conto che tutto questo esteso complesso di privazioni culturali acquisisce progressivamente un carattere globale, determinando i caratteri dello sviluppo (o del declino?) di un intero Paese. (Font: Introducció)
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